8-01-oliveti-a-marchio-e-non-a-marchio-negli-areali-dop-campania-mxd_

sat_olivetia-marchio-e-non-a-marchiopresentinegliarealidop-320x290

 

 

dati su cartografia interattiva

La carta rappresenta la localizzazione degli impianti olivicoli nell’ambito dei cinque areali DOP ed è stata realizzata utilizzando il livello informativo olivicolo della Carta di Uso Agricolo del Suolo (CUAS) elaborata dalla Regione Campania nel 2009.
Gli uliveti, mappati attraverso fotointerpretazione, sono rappresentati in maniera generica senza distinzione tra produzione a marchio e non marchio.
Complessivamente, la coltivazione di olivo, seppur con densità e modalità distributive differenti, è presente in tutti gli areali. Tuttavia, anche per una questione di maggiore estensione territoriale, essa è maggiormente diffusa nella provincia di Salerno, a cui appartengono due dei cinque areali DOP della Regione.
Più precisamente, per quanto riguarda il Cilento, la coltivazione è molto densa nella fascia costiera compresa tra Agropoli e Pisciotta, mentre diventa più rarefatta proseguendo verso Sapri. Nei comuni interni la presenza di olivi appare più discontinua e meno consistente.
Per quanto concerne, invece, le Colline Salernitane, vi è una consistente presenza di oliveti nell’area a nord est di Salerno (ricadente principalmente nei comuni di Roccadaspide, Acquara, Bellosguardo, Felitto e Laurino), più a nord, nei Picentini, ma anche nella zona al confine con la Basilicata (Buccino, Romagnano al Monte, Petina). Nella rimanente parte dell’areale la coltivazione dell’olivo è praticamente assente.
L’areale Colline dell’Ufita presenta oliveti frammentati e di consistenza non troppo significativa, localizzati maggiormente al confine con la provincia di Benevento, da un lato nell’area di Ariano Irpino e dall’altra nella zona che va da Bonito a Paternopoli.
Nell’areale Terre Aurunche la zona maggiormente interessata dall’olivicoltura è situata nella sezione centrale che ha come baricentro Sessa Aurunca, ma include anche i comuni di Teano e Conca della Campania.
Nell’areale Penisola Sorrentina la coltivazione è diffusa prevalentemente nelle zone più a ridosso della costa.

Fonte: Carta di Uso Agricolo del Suolo, Regione Campania